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16 Dicembre 2025

Studio 2025: oltre 3.100 yacht e 347 superyacht rilevati in Gallura

Nel 2025 la Gallura consolida il proprio posizionamento come una delle principali aree del Mediterraneo per la nautica di alta gamma, confermando un ruolo che non riguarda soltanto l’attrattività turistica, ma anche la capacità del territorio di agire come piattaforma strategica per l’industria nautica e per l’attrazione di investimenti internazionali in Sardegna. I dati della stagione estiva (giugno–settembre) evidenziano un trend di crescita netto: il sistema Pelagus della Guardia Costiera ha rilevato 3.114 yacht unici lungo il tratto di costa che va dalla Costa Smeralda all’Arcipelago di La Maddalena, da Santa Teresa Gallura a San Teodoro, con un incremento del 15,8% rispetto allo stesso periodo del 2024.

All’interno di questo flusso complessivo, l’analisi ha identificato 347 superyacht, per un valore stimato di 21,1 miliardi di dollari (fonte: Superyachtfan). Il dato più significativo riguarda però la dimensione finanziaria associata alla presenza di queste imbarcazioni: i proprietari dei superyacht censiti provengono da 51 Paesi e presentano un patrimonio aggregato stimato in circa 2.000 miliardi di dollari (fonte: Forbes), un ordine di grandezza che restituisce la scala della ricchezza mobile che ogni estate interagisce con il territorio gallurese.

I risultati emergono dal secondo studio sulle presenze dei superyacht in Gallura elaborato dal Cipnes Gallura attraverso il Centro Studi, in collaborazione con UniOlbia e con la Direzione Marittima del Nord Sardegna. La ricerca è stata presentata a Milano negli spazi Insula, hub dedicato alla promozione dell’agroalimentare sardo, davanti a un pubblico composto da imprese e investitori nazionali e internazionali. Lo studio si inserisce nel piano triennale per l’internazionalizzazione dell’industria nautica, promosso dalla Regione Sardegna tramite gli assessorati competenti e con il Cipnes come soggetto attuatore.

Uno degli elementi distintivi della ricerca è la metodologia, considerata un unicum in Europa per rigore e integrazione delle fonti. Il lavoro nasce da un protocollo tra Cipnes e Direzione Marittima che consente di utilizzare in modo sistematico dati istituzionali certificati, integrandoli con piattaforme internazionali specializzate. Questo approccio permette di misurare con precisione la domanda nautica di alta gamma e di evitare distorsioni tipiche delle rilevazioni tradizionali, conteggiando soltanto le imbarcazioni effettivamente identificabili e comparabili.

L’analisi copre sette aree strategiche del litorale gallurese, monitorate con estrazioni mensili dal sistema Pelagus. La scelta metodologica di conteggiare esclusivamente gli MMSI unici consente di registrare ogni imbarcazione una sola volta, anche nel caso di spostamenti tra più aree o permanenze prolungate in rada, garantendo maggiore affidabilità statistica. L’incrocio con database internazionali ha permesso di associare ai superyacht identificati informazioni puntuali su dimensioni, cantieri, valore e proprietà, ricostruendo un quadro complessivo solido e confrontabile.

La composizione internazionale degli armatori conferma la Gallura come nodo globale: Stati Uniti, Regno Unito, Italia e Germania risultano tra le nazionalità più presenti, insieme a Paesi Bassi, Francia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Il dato evidenzia una prevalenza europea, ma con una componente extraeuropea significativa, coerente con la natura internazionale del segmento superyacht.

Lo studio sottolinea inoltre un aspetto industriale centrale: la Gallura non è soltanto luogo di transito o di permanenza, ma un contesto in cui si attivano filiere economiche legate ai servizi avanzati. Refit, manutenzione, riparazioni e rimessaggio costituiscono una componente crescente dell’economia del mare regionale e rappresentano una delle aree a maggiore potenziale di sviluppo. Il report evidenzia anche la presenza di produzioni collegate alla nautica di alta gamma, come tender e RIB, che contribuiscono a rafforzare l’ecosistema locale.

Sul fronte della cantieristica, l’analisi conferma la forza del Made in Italy, con una quota rilevante di superyacht costruiti in Italia presenti nelle acque galluresi, accanto al ruolo di primo piano di Paesi Bassi e Germania nella cantieristica mondiale di alta gamma. Nel complesso, lo studio 2025 conferma che la Gallura rappresenta oggi una delle maggiori concentrazioni di ricchezza privata del Mediterraneo e una piattaforma capace di generare valore economico, opportunità industriali e prospettive di investimento per la Sardegna.

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